Dalla ricerca delle molecole alla fase preclinica
Dopo aver individuato l’obiettivo terapeutico, cioè il meccanismo biologico su cui intervenire per curare una determinata patologia, il team di ricerca ha a disposizioni diverse possibilità per selezionare le sostanze da sperimentare:
- cercare e testare sostanze esistenti in natura
- vagliare e selezionare le sostanze di sintesi più adatte, attraverso l’utilizzo di complessi sistemi informatici e attraverso innovative strategie di drug design
- utilizzare sistemi biologici (batteri, lieviti o cellule di mammifero) per produrre sostanze terapeutiche, sfruttando anche le più moderne tecniche di DNA ricombinante
Attraverso questi strumenti, vengono selezionate una rosa di sostanze “promettenti” da testare
nella fase 0 della sperimentazione, detta anche
pre-clinica. Questa fase, che dura circa 4 anni, è indispensabile per verificare
in laboratorio il maggior numero di caratteristiche delle sostanze, in vista della sperimentazione
clinica. Il primo step consiste nello screening farmacologico, per testare in vitro l’eventuale
tossicità della sostanza, sulla base del principio primum non nocere.Le sostanze che superano
questa fase passano alla sperimentazione in vivo, cioè sugli animali.
Per quanto molto discussa, si tratta di una fase di sperimentazione indispensabile, e ad
oggi spesso ancora insostituibile, tanto che le normative nazionali e internazionali la impongono
in molti casi come tappa obbligatoria prima del passaggio alla fase clinica.
R|M si impegna a ridurre al minimo il numero di animali utilizzati per la ricerca e, ove
possibile, ad utilizzare metodologie alternative (simulazioni al computer o su colture cellulari o
tessuti) la responsabilità nella ricerca. Le sperimentazioni in vivo vengono eseguite nel pieno
rispetto delle normative nazionali e internazionali volte ad evitare sofferenze e a tutelare i
diritti degli animali.
Ottenute tutte le autorizzazioni specifiche del caso, si passa alla fase di sviluppo
clinico.


